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LE ATTIVITA’ FIRMATE PREMIO GASSMAN NEGLI ANNI
2004
La prima edizione del Premio è stata caratterizzata da numerose iniziative come la rassegna intitolata “OMAGGIO A GASSMAN”: una settimana di incontri,dibattiti e proiezioni, aventi come sfondo una mostra interamente dedicata al “mattatore” dal titolo “Piacere, Vittorio”.
“Piacere, Vittorio”. Un’esposizione in prima persona
PIACERE, VITTORIO è un percorso nella vita artistica di Vittorio Gassman, guidato dall’ironia e dall’intensità del Gassman scrittore e pensatore. Abbiamo scelto di far parlare l’artista, attraverso i suoi scritti, le interviste ed i documenti dell’epoca: i versi raffinatissimi di un “non poeta”, come lui stesso si definiva; le vivide intuizioni di un pensatore libero dagli schemi, che dominava le tendenze attraversandole con il meridiano dell’auto-ironia, i trionfi e le sconfitte di un teatrante coraggioso, innamorato del pubblico e delle grandi imprese; i ricordi dell’uomo, il travaglio e la meraviglia della vita di un grande artista. I pannelli della mostra, oltre ad un’attenta cronologia della carriera cinematografica e teatrale, segnano una traccia vivida del ricordo, attraverso brani tratti da interviste ed opere letterarie di Vittorio Gassman, che come intimi ipertesti, guidano il visitatore verso la poetica dell’artista, che parla di sé e racconta la sua carriera. Ed è proprio con questo criterio intimo,e personale che i documenti storici della nostra esposizione, contribuiscono ad animare l’affresco di questa “auto presentazione”. I documenti esposti si alternano ai pannelli seguendo sempre un ordine cronologico preciso, consentendo al visitatore una fruizione immediata e semplice dell’ideale percorso diviso tra Cinema e Teatro, narrato in prima persona attraverso ricordi, autentici e autografi, dello stesso Gassman. I pannelli sono stati concepiti con una particolare modularità che permette di mantenere l’ordine cronologico, anche con l’eventuale aumento dei documenti da esporre, PIACERE, VITTORIO, infatti, è concepita come una mostra itinerante, sia nello spazio che nella memoria. La mostra si è pregiata di alcuni pezzi di grande riguardo,a partire dalla planimetria di ULISSE E LA BALENA BIANCA sull'isola tiberina, di Renzo Piano e dai Costumi de L’ARMATA BRANCALEONE; presenti le testimonianze più antiche della carriera teatrale di Vittorio Gassman come una copia dell’iscrizione all’Accademia Nazionale d’arte drammatica Silvio d’Amico datata 1941, alcuni programmi di sala originali dei suoi primi saggi, tra i quali il primo successo del grande attore, de L’OPERA DEI MENDICANTI, con la regia di Vito Pandolci; alcune lettere scritte dal maestro al suo allievo Sergio Meogrossi, foto inedite di SETTE GIORNI ALL’ASTA e molto altro ancora. Molto apprezzata, soprattutto dagli addetti ai lavori anche la documentazione video, ricca di documenti rari come le PROVE DEL MACBETH AL TEATRO ATENEO, e IMMAGINE COME PHONE’ seminario di Carmelo Bene tenutosi al Teatro Argentina il 20/1/84, Vittorio Gassman interviene come spettatore, in una lite rimasta ormai nella storia del teatro italiano; e molti altri interessantissimi e rari documenti del suo teatro.
2005
L’iniziativa precendente alla serata di premiazione della II edizione del premio, ha voluto legare la consegna dei premi a una nuova produzione teatrale avente per protagonisti i vincitori stessi. Giuseppe Pambieri, vincitore del premio come miglior attore, ha interpretato lo spettacolo “SERATA FUTURISTA” ideato da Giovanni Antonucci con Margherita Adorisio, Federica Lenzi e Giovanni Antonucci
IL PROGETTO DELLO SPETTACOLO
Il teatro, forma di espressione che nasce dal rapporto dialettico fra il palcoscenico e la platea, era la sede più adatta per realizzare gli obiettivi del futurismo, avanguardia che non si rivolgeva come il dadaismo e il surrealismo a un'elite ma alla massa. F.T. Marinetti era un uomo di spettacolo dalla personalità provocatoria, dalla voce scattante e dal gesto dinamico. Per lui qualsiasi manifestazione, una mostra di quadri, una lettura di manifesti e di poesie, perfino una rissa letteraria, finiva col diventare spettacolo sotto la sua attenta e scaltra regia. "Serata futurista" si propone di far rivivere le atmosfere di quelle mitiche serate che erano sempre in bilico fra il gioco e la rissa, fra la beffa e la battaglia di idee, fra il teatro e il baraccone, ma che conquistavano profondamente il pubblico. Gli esauriti erano, infatti, la norma degli spettacoli futuristi. Il successo delle serate condotte da Marinetti va cercato all'interno del linguaggio futurista e in un rapporto diverso con il pubblico. Marinetti gli proponeva un teatro sintetico, della durata di pochi secondi o di qualche minuto al massimo, astratto, i cui protagonisti erano esseri inanimati o addirittura il puro colore, dinamico come la società modificata dalle nuove tecnologie, simultaneo come accade nella realtà. Ma aspirava soprattutto a un teatro che infrangesse il diaframma palcoscenico-platea e che coinvolgesse il pubblico come protagonista dell'evento spettacolare. Di qui quel processo di osmosi per il quale gli spettatori finivano sul palcoscenico e gli attori in platea e nelle gallerie. "Serata futurista" presenta, attraverso un montaggio e una rielaborazione dei testi, le invenzioni geniali e anticipatrici di Marinetti, Cangiullo, Corra, Corradini, Palazzeschi e Settimelli, che tanta influenza hanno avuto sul futurismo russo, sul dadaismo, sul surrealismo ma anche sulla neo-avanguardia degli anni Sessanta e Settanta. Ad esempio, l' Orlando Furioso di Luca Ronconi e Edoardo Sanguineti ha il suo fondamento nella simultaneità, così importante nella poetica futurista. Le serate futuriste hanno rivoluzionato il concetto stesso di teatro. Erano, infatti spettacoli "aperti", imprevedibili che, uscendo dal palcoscenico, si allargavano all'intero edificio teatrale e poi alla strada, anticipando proprio il "teatro di strada" delle neo-avanguardie. Lo stesso Pirandello ne fu suggestionato nella trilogia del "teatro nel teatro" e soprattutto in Ciascuno a suo modo. Ma le serate futuriste furono anche un modello di spettacolo che coniugava l'estro, la fantasia e il divertimento con intuizioni geniali e scoperte sorprendenti.
2006
Nella III edizione, l'organizzazione del premio ha prodotto uno spettacolo dal titolo " PAROLE D'ATTORE" dedicato a Vittorio Gassman, con la lettura e l'interpretazione di alcune delle sue liriche e poesie tratte da “Vocalizzi” e altri suoi testi. Interpreti della pièce gli attori Vanessa Gravina ed Edoardo Siravo. Ecco come Siravo ha descritto il recital: “Parole d’attore” vuole essere un recital di poesia che, partendo dai grandi lirici greci giunge fino ai poeti contemporanei. Un piccolo omaggio al grande Gassman che amò questo genere letterario tanto da esserne oltre che un grandissimo interprete anche pregiatissimo autore. Quindi anche attraverso le sue parole vogliamo ricordare che Vittorio fu tra i primi attori in Italia a dire a tutti noi che la poesia non va dimenticata, come purtroppo spesso accade, ma ci deve accompagnare lungo il percorso della nostra vita. E questo noi cercheremo di fare con modestia, ma soprattutto con grande affetto nei confronti di quest’uomo così straordinariamente umano.”
2007
Nella IV edizione, la direzione artistica e gli organizzatori del Premio hanno deciso di produrre uno spettacolo con allievi attori selezionati. Lo spettacolo “OTELLO” di Shakespeare è stato allestito in collaborazione con il Teatro Studio di Lanciano. L’allestimento dell’ Otello è stato scelto proprio per evocare e celebrare un evento che espresse in modo esemplare il senso e l’arte del teatro: la stessa rappresentazione infatti, nel 1956, fu portata in scena da Vittorio Gassman e Slavo Randone in una strepitosa gara di bravura, nei rispettivi ruoli di protagonista e di Jago.
IL PROGETTO DELLO SPETTACOLO
Pensate ad una messinscena dell'Otello che avete già visto, o, se non avete visto mai un Otello, pensate ad un'altra opera di Shakespeare qualsivoglia. Teatro in costume, recitazione più o meno manierata, o, al contrario, messe in scene semplicistiche. In genere è fra questi due poli che si consumano - tranne rare felici eccezioni - le rivisitazioni delle opere del grande Bardo. Ebbene, niente di tutto questo nell'Otello che vogliamo costruire, uno spettacolo il nostro che vuole portare una ventata di energia rivitalizzante ad un testo da troppo tempo mummificato. L'Azione è ambientata ai nostri giorni. Ma non c'è spazio in questo lavoro per un' indagine sui temi razziali e/o politici e/o storici. Si vuole raccontare delle persone, dei loro luoghi che sono luoghi simbolo, pretesto di un luogo dell'anima. L'anima nera di Jago e quella grandemente primitiva di un Otello di enorme fascino e forza; o ancora, l'anima appassionata e pura di Desdemona, flessuosa come un giunco, leggera e intensa al tempo stesso. Anime squassate da sentimenti forti, come il vento che tormenta le vele e fa rotolare i marinai da una parte all'altra; anime che trovano nell'acqua, altro elemento che vorremmo dominante, sollievo e pena, vi si annegano e si ristorano. È buio pesto nell'"Otello" di Shakespeare , il buio delle tenebre, il buio della mente, il buio del nero inganno. Un buio, insomma, altamente simbolico, capace di rimandare contemporaneamente a Otello e a Iago, ma di essere, anche, presenza reale di quella Notte solitamente complice dei malfattori. Iago è un regista, è il manovratore di uomini che, nelle sue mani, si fanno burattini. Tutti: Roderigo, Cassio e, ovviamente, Otello. Iago manovra indifferentemente chiunque perché, non lo si dirà mai abbastanza, il vero, forse unico, protagonista di "Otello" è Iago. Vogliamo realizzare uno spettacolo di forte impatto. Per noi "l'Otello" è la storia di un amore infinito, un amore che va oltre la morte. Attraverso Shakespeare a noi non interessa rappresentare in palcoscenico la politica. A interessarci sono i sentimenti, che restano eterni e sono il sale, la cosa più preziosa della vita. Lo spettacolo sarà poco verbale ma pieno di visioni e di materia, di oggetti poveri che si trasformano in scena. Sarà un lavoro pieno di musiche,di azioni,di suggestioni visive e di energia attorale; attori che giocheranno anche con la Commedia dell'Arte italiana come tecnica per alcune scene.
2008
In occasione del compimento dei cinque anni (il suo primo lustro) di attività del Premio Gassman, tutti gli organizzatori hanno voluto festeggiare questa importante ricorrenza con la programmazione di alcune iniziative collaterali precedenti la serata di Premiazione. Queste le iniziative della rassegna denominata “PRIMA DEL PREMIO": - mostra su Vittorio Gassman: “Piacere, Vittorio”
- “Giovani promesse recitano Gassman” concorso/spettacolo di giovani talenti italiani.
- “Il film di una vita – Gassman e il cinema”. un viaggio nel mondo cinematografico di Vittorio Gassman con le proiezioni di film di cui è stato protagonista.
- “Macbeth” di W. Shakespeare. quest anno la piéce è stata la tappa finale di un percorso laboratoriale condotto da Stefano Angelucci Marino (regista del Macbeth stesso). Lo spettacolo è stato prodotto dal Premio Gassman in collaborazione con il Teatro Studio di Lanciano.
- Recital teatral musicale dal titolo "La mia seconda patria...Argentina, tra luci e dissonanze" con Caterina Vertova e l’ensemble Ispiraçion de Tango. E con la partecipazione di Milo Vallone. Il recital è un viaggio nel complesso e affascinante mondo argentino e nel contempo una dedica all’internazionalità di Gassman che nel paese sud americano godeva di immensa stima e grande popolarità. Affetto profondamente ricambiato dall’artista che ha sempre definito l’Argentina come sua seconda patria (ricevendo addirittura la cittadinanza onoraria di Buenos Aires).
"MACBETH” di Shakespeare. Regia Stefano Angelucci Marino
IL PROGETTO DELLO SPETTACOLO
Normalmente citata come la tragedia dell'ambizione (e lo è certamente in maniera assoluta, e rispetto a questo tema i personaggi assumono dimensioni mitiche risultando figli di grandi archetipi tipo Adamo ed Eva) in realtà il Macbeth di Shakespeare sviluppa altre tematiche altrettanto importanti quali l'amore (il rapporto amoroso dei due), la solitudine (passano i personaggi da una comunità a una condizione di solitudine) e poi la paura, l'angoscia e soprattutto il tema del male. Un male seguito passo dopo passo nel suo percorso distruttivo attraverso tutti i personaggi. Un male analizzato nella sua natura, nelle conseguenze che provoca, nelle reazioni che suscita. Rispetto al male però va detto che l'architrave su cui poggia l'opera in realtà è la contrapposizione delle forze a tutti i livelli: il male lotta con il bene (negli stessi protagonisti), il cielo è contrapposto all'inferno, il giorno alla notte, il paesaggio esterno al castello. Tutti i temi insomma contengono il loro contrario. "Il bello è brutto e il brutto è bello" dicono le streghe, e questa battuta ci restituisce in una felice immagine la vita intesa come terreno dove si scontrano forze opposte e si confondono, si intersecano. Nel Macbeth tutto si svolge in termini umani. Non c'è un fato e non c'è un Dio che determina il destino degli uomini. Macbeth è libero, sceglie il male ed è quindi artefice della sua autodistruzione. Le streghe non hanno connotati metafisici, sono piuttosto proiezioni fisiche delle forze malefiche presenti dentro ogni uomo. Qui sta la modernità di Shakespeare: in scena mostra il passaggio avvenuto nella società del suo tempo da una visione medievale-fideistica dell'esistenza (ossia il mondo che poggia unicamente sulla fede) a un mondo basato sulla ragione e sull'uomo. Lo spettacolo sarà poco verbale ma pieno di visioni e di materia, di oggetti poveri che si trasformano in scena. Sarà un lavoro pieno di musiche,di azioni,di suggestioni visive e di energia attorale; attori che giocheranno anche con la Commedia dell'Arte italiana come tecnica per alcune scene.
2009 Per quest'anno né voti né premi: per un anno il Premio Gassman si è fermato a favore del “teatro per il teatro”. Infatti si è scelto di devolvere la somma di 40.000 euro, somma che il comune di Lanciano aveva stanziato per sostenere l’iniziativa, per la ristrutturazione del Teatro Stabile d’Abruzzo gravemente lesionato dal terremoto dello 6 aprile 2009.
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