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PREMIO GASSMAN: LE MOTIVAZIONI

Più di una volta mi è capitato di analizzare quelle che sembrano le motivazioni di un lentissimo ma progressivo disinteressamento del pubblico verso una specialità artistica, l'arte teatrale appunto, che tanto ha detto agli esseri umani e ai popoli di tutti i tempi e tanto ancora avrebbe da dire.
Mi ha sempre rattristato assistere a platee spesso piene (?) di soli operatori teatrali oppure di un pubblico, talvolta, abbonato alla noia o, nel migliore dei casi, ad una statica consuetudine.

Partendo da questa premessa è nata l'urgenza di adoperarsi nel cercare di restituire al Teatro almeno una parte di quella centralità che ha avuto per svariati secoli.

Sia chiaro. Non parlo (solo) di affluenza. Non credo sia quello il più grande problema del teatro oggi in Italia. Ma penso a quanto, per più di due millenni e sino a qualche decennio fa, l'arte teatrale abbia condizionato, giudicato, aiutato, accompagnato, il cammino dell'uomo. Penso a quanto e come gli intrecci narrati dalle trame dell'alta letteratura teatrale, le magie provocate "dal vivo" dalle performance di attori in carne ed ossa e tutto ciò che ha contribuito e contribuisce a creare quelle macchine di stupore che sono gli spettacoli teatrali, ebbene, penso a quanto tutto ciò abbia inciso nella vita dei singoli spettatori e nel costume sociale di intere generazioni.

Ecco. Più che riportare il pubblico mi interessa, da sempre, riportare il loro affetto, a teatro.

Il Premio Gassman ci sembra lo strumento più semplice ma per certi versi più adatto per poter arrivare lì dove le nostre finalità culturali desidererebbero giungere.
Da queste stesse premesse nasceva dunque l'idea di far essere protagonisti giurati di questa nuova avventura, gli spettatori: il pubblico; mossi da un vivo desiderio teso a recuperare quel necessario rapporto dialettico tra palco e platea.
Questa è la direzione del nostro originale Premio teatrale.
E il pubblico, chiamato ad iscriversi a questa vasta giuria popolare ha dimostrato, vista la quantità di voti pervenuti ogni anno, di "stare al gioco" e, visto la qualità degli esiti finali delle scorse edizioni, ha dimostrato di godere di ottima salute.
Ci rendiamo conto che questo è solo un tentativo: non basta; ma ci auguriamo che nel tempo si aggiungano altre occasioni di incontro e confronto per poter far tornare al pubblico la voglia di teatro e al teatro, quella di pubblico.
Queste in sintesi le motivazioni della nostra iniziativa.
Mi sembrava poi doveroso non perdere questa occasione per dedicare il nostro evento alla memoria dell'ultimo immenso mattatore delle scene: Vittorio Gassman.
Teatrante per eccellenza. Indiscutibile protagonista del teatro (e non solo) italiano (e non solo).
Vittorio Gassman, ci sembrava l'autorità teatrale e culturale migliore alla quale ispirarci per questo premio.
Un Premio, il cui esito è stato consacrato dal pubblico, dedicato a colui che, fra l'altro, è stato il fondatore del "Teatro Popolare Italiano" .
 
Ringrazio quanti, il Comune di Lanciano, Teatranti.com e la Fondazione Vittorio Gassman in primis, hanno creduto nel nostro progetto e quanti  vorranno crederci a partire dal 2 marzo fino al 16 maggio, giorno in cui, si chiuderanno le votazioni e si decreteranno così i vincitori che celebreremo durante tutta l’estate in una nuova grande festa del teatro italiano.

Milo Vallone
 
La Bacheca del Mattatore

Un attore perfettamente sano è un paradosso.

Vittorio Gassman